Ad agosto ho fatto domanda per avere un finanziamento per un Corso di
formazione in servizio Comenius. Non pensavo fosse così semplice: ho
ricevuto al primo tentativo il finanziamento. Il corso si è svolto a
Parigi ed è stato organizzato dall'Associazione Laboratorio del
Cittadino Onlus.E' stata un'esperienza bellissima, che consiglio a tutti
di fare.
Ho avuto così la possibilità di partecipare ad un corso bellissimo dal titolo «Le Grand Tour en Europe: Art, Paysage, Jardins, Créativité, Innovation». Nei prossimi giorni pubblicherò un post sulle modalità e le possibilità
che riserva a noi cittadini l'unione europea, ma per il momento pubblico
il Carnet de Voyage, che ho prodotto al termine dell'esperienza.
Wednesday, April 04, 2012
Friday, September 23, 2011
Malombra...un classico ingiustamente dimenticato.
Confesso che quest' estate ho letto per la prima volta Malombra di Antonio Fogazzaro. Avevo letto delle belle recensioni critiche in cui era paragonato ad altre opere coeve incentrate su una figura femminile, prime fra tutti Fosca di Ugo Tarchetti. Quindi incuriosita e invogliata dal fatto di averlo trovato in una vecchia edizione degli Oscar Mondadori, l'ho letto e devo dire che è stata una vera sorpresa.
Ci si appassiona velocemente a questo libro che contiene tutti gli ingredienti per interessare il lettore: suspance, misteriose coincidenze, risvolti psicologici molto raffinati e il contrasto tra borghesia e nobiltà, tra blasonata campagna e città sull'orlo della modernità.
Il romanzo è ambientato nell'Italia post-unitaria, speranzosa ma già delusa, nella oscura provincia Veneta (ma lo scenario della seconda parte è anche Milano). Anche se il luogo non è citato, trovo con piacere sul web che a Montegalda ancora ricordano questa vicenda (qui il link)
La protagonista è Marina Crusnelli di Malombra, un personaggio a cui è impossibile non appassionarsi, misterioso, solitario e appassionante. La giovane donna arriva per alterne vicende al Castello Ormengo dove viene ospitata da suo zio. Qui, per una serie di coincidenze, si convince di essere la reincarnazione di una donna vissuta a palazzo di nome Cecilia, la moglie di un avo di suo zio, che morì a palazzo per infelicità.
La scena in cui Marina rinviene nascosta in un vecchio pianoforte una lettera in cui Cecilia illustra la convinzione che si reincarnerà per vendicarsi, è veramente da brividi. Lo scritto si chiama Per Ricordarmi, questo un passo che amo molto: Ricordati! MARIA CECILIA VARREGA di Camogli, infelice moglie del Conte Emanuele d’Ormengo. Ricordati la sera del 10 gennaio 1797 a Genova in casa Brignole; ricordati il viso bianco, il neo sulla guancia destra della santa zia, suor Pellegrina Concetta.
Ricordati il nome RENATO, l’uniforme rosso e azzurro, gli spallini e i ricami d’oro al collo e la rosa bianca al ballo Doria. Ricordati il carrozzone nero, la neve e la donna di Busalla che mi ha promesso di pregare per me. Ricordati la VISIONE avuta in questa camera, due ore dopo mezzanotte, le parole di fuoco sfolgoranti sulla parete, parole d’una lingua ignota e tuttavia chiarissime in quel punto alla mia intelligenza che vi intese il conforto e la promessa divina. Mi è impossibile trascrivere quei segni, non ne ricordo che il senso. Dicevano che rinascerei, che vivrei ancora qui fra queste mura, qui mi vendicherei, qui amerei Renato e sarei riamata da lui: dicevano un’altra cosa buia, incomprensibile, indecifrabile, forse il nome che egli porterà allora.
Dopo questa rivelazione, Marina cambia la propria visione della vita e gradatamente inizia a credere alla profezia....
Non anticipo altro ma mi piacerebbe proporre ai ragazzi questo libro, secondo me ha gli elementi giusti che non lo rendono uno sbiadito romanzo dell'800, ma una storia attuale e intrigante. Anche gli uomini del 2000 sono portati verso l'irrazionalità e sono disposti a credere a profezie: la fine del mondo nel 2012 e Nibiru ne sono un esempio. Nel tempo sono usciti anche vari film e sceneggiati ispirati al libro. La foto si qui sopra ritrae l'attrice Lyda Borelli, nei panni Marina di Malombra, nella scena del rinvenimento della lettera in un film del 1917. Anche questo film dovrebbe essere interessante, sicuramente ricco di allure.
Ci si appassiona velocemente a questo libro che contiene tutti gli ingredienti per interessare il lettore: suspance, misteriose coincidenze, risvolti psicologici molto raffinati e il contrasto tra borghesia e nobiltà, tra blasonata campagna e città sull'orlo della modernità.
Il romanzo è ambientato nell'Italia post-unitaria, speranzosa ma già delusa, nella oscura provincia Veneta (ma lo scenario della seconda parte è anche Milano). Anche se il luogo non è citato, trovo con piacere sul web che a Montegalda ancora ricordano questa vicenda (qui il link)
La protagonista è Marina Crusnelli di Malombra, un personaggio a cui è impossibile non appassionarsi, misterioso, solitario e appassionante. La giovane donna arriva per alterne vicende al Castello Ormengo dove viene ospitata da suo zio. Qui, per una serie di coincidenze, si convince di essere la reincarnazione di una donna vissuta a palazzo di nome Cecilia, la moglie di un avo di suo zio, che morì a palazzo per infelicità.
La scena in cui Marina rinviene nascosta in un vecchio pianoforte una lettera in cui Cecilia illustra la convinzione che si reincarnerà per vendicarsi, è veramente da brividi. Lo scritto si chiama Per Ricordarmi, questo un passo che amo molto: Ricordati! MARIA CECILIA VARREGA di Camogli, infelice moglie del Conte Emanuele d’Ormengo. Ricordati la sera del 10 gennaio 1797 a Genova in casa Brignole; ricordati il viso bianco, il neo sulla guancia destra della santa zia, suor Pellegrina Concetta.
Ricordati il nome RENATO, l’uniforme rosso e azzurro, gli spallini e i ricami d’oro al collo e la rosa bianca al ballo Doria. Ricordati il carrozzone nero, la neve e la donna di Busalla che mi ha promesso di pregare per me. Ricordati la VISIONE avuta in questa camera, due ore dopo mezzanotte, le parole di fuoco sfolgoranti sulla parete, parole d’una lingua ignota e tuttavia chiarissime in quel punto alla mia intelligenza che vi intese il conforto e la promessa divina. Mi è impossibile trascrivere quei segni, non ne ricordo che il senso. Dicevano che rinascerei, che vivrei ancora qui fra queste mura, qui mi vendicherei, qui amerei Renato e sarei riamata da lui: dicevano un’altra cosa buia, incomprensibile, indecifrabile, forse il nome che egli porterà allora.
Dopo questa rivelazione, Marina cambia la propria visione della vita e gradatamente inizia a credere alla profezia....
Non anticipo altro ma mi piacerebbe proporre ai ragazzi questo libro, secondo me ha gli elementi giusti che non lo rendono uno sbiadito romanzo dell'800, ma una storia attuale e intrigante. Anche gli uomini del 2000 sono portati verso l'irrazionalità e sono disposti a credere a profezie: la fine del mondo nel 2012 e Nibiru ne sono un esempio. Nel tempo sono usciti anche vari film e sceneggiati ispirati al libro. La foto si qui sopra ritrae l'attrice Lyda Borelli, nei panni Marina di Malombra, nella scena del rinvenimento della lettera in un film del 1917. Anche questo film dovrebbe essere interessante, sicuramente ricco di allure.
Monday, June 20, 2011
Tuesday, June 14, 2011
Pascoli in 4 minuti
Sto provando un esperimento, di cui non sono pienamente convinta perché é da perfezionare, ma lo pubblico qui.
Ho prodotto questi piccoli video utilizzabili come ripasso per studenti che naturalmente hanno già studiato questi argomenti.
Uno dei primi é questo, su Pascoli, qualche cenno alla vita, opere e tematiche. Spero abbia successo.
Ho prodotto questi piccoli video utilizzabili come ripasso per studenti che naturalmente hanno già studiato questi argomenti.
Uno dei primi é questo, su Pascoli, qualche cenno alla vita, opere e tematiche. Spero abbia successo.
Wednesday, September 15, 2010
La singolarità dei numeri primi: arte e matematica
317 è un numero primo, non perché lo pensiamo noi, o perché la nostra mente è conformata in un modo piuttosto che in un altro, ma perché è così, perché la realtà matematica è fatta così.
Godfrey Harold Hardy (matematico)

Ho in mente un bel progetto didattico che coinvolge più materie basato sul romanzo La solitudine dei numeri primi di Pietro Giordano. Penso che il progetto si possa proporre in una terza o seconda di un istituto Magistrale o con modifiche anche ad altri istituti.

Ho letto questo romanzo quest'estate con un po' di pregiudizi riguardo al grande successo di pubblico....ma devo dire che mi è piaciuto veramente. Giordano parla di un problema, quello della diversità e dell'emarginazione, che purtroppo riguarda molti adolescenti e lo fa con un linguaggio semplice ma coinvolgente. Credo che possa essere una lettura molto stimolante a scuola perchè parla ai ragazzi di ragazzi, con una profondità che lo differenzia da una lettura giovanistica o generazionale.
Il progetto riguarderebbe italiano, con la lettura e il commento di vari passi del libro, sociologia, con lo studio di qualche saggio sul disagio giovanile e matematica con qualche lezione approfondita sulla particolarità dei numeri primi.
Il tutto si potrebbe concludere con la visione del film ( non l'ho ancora visto!!). Credo, però, che sia un esercizio sempre utile per gli studenti perchè, anche se il film non è di buona qualità, imparano così a vedere le differenze e si avvicinano a due mezzi espressivi ed artistici differenti, il cinema e la letteratura.

L'unità didattica, con un progetto ancora più ambizioso, potrebbe aprire problemi più ampi: che differenza c'è tra letteratura e matematica? In passato conoscenza umanistica e scientifica correvano a pari passo, come per Leonardo da Vinci: perchè oggi non è più così? Siamo sicuri che la matematica indaghi il dato reale e il razionale mentre la letteratura l'irrealtà e l'invenzione. A volte non è il contrario? Quando questi opposti si toccano?

Questo potrebbe essere l'incipit della lezione:
"I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perchè fra loro vi è sempre un numero pari che impedisce di toccarsi davvero (...)Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero."
P. Giordano, La solitudine dei numeri primi
Godfrey Harold Hardy (matematico)
Ho in mente un bel progetto didattico che coinvolge più materie basato sul romanzo La solitudine dei numeri primi di Pietro Giordano. Penso che il progetto si possa proporre in una terza o seconda di un istituto Magistrale o con modifiche anche ad altri istituti.

Ho letto questo romanzo quest'estate con un po' di pregiudizi riguardo al grande successo di pubblico....ma devo dire che mi è piaciuto veramente. Giordano parla di un problema, quello della diversità e dell'emarginazione, che purtroppo riguarda molti adolescenti e lo fa con un linguaggio semplice ma coinvolgente. Credo che possa essere una lettura molto stimolante a scuola perchè parla ai ragazzi di ragazzi, con una profondità che lo differenzia da una lettura giovanistica o generazionale.
Il progetto riguarderebbe italiano, con la lettura e il commento di vari passi del libro, sociologia, con lo studio di qualche saggio sul disagio giovanile e matematica con qualche lezione approfondita sulla particolarità dei numeri primi.
Il tutto si potrebbe concludere con la visione del film ( non l'ho ancora visto!!). Credo, però, che sia un esercizio sempre utile per gli studenti perchè, anche se il film non è di buona qualità, imparano così a vedere le differenze e si avvicinano a due mezzi espressivi ed artistici differenti, il cinema e la letteratura.

L'unità didattica, con un progetto ancora più ambizioso, potrebbe aprire problemi più ampi: che differenza c'è tra letteratura e matematica? In passato conoscenza umanistica e scientifica correvano a pari passo, come per Leonardo da Vinci: perchè oggi non è più così? Siamo sicuri che la matematica indaghi il dato reale e il razionale mentre la letteratura l'irrealtà e l'invenzione. A volte non è il contrario? Quando questi opposti si toccano?

Questo potrebbe essere l'incipit della lezione:
"I matematici li chiamano primi gemelli: sono coppie di numeri primi che se ne stanno vicini, anzi quasi vicini, perchè fra loro vi è sempre un numero pari che impedisce di toccarsi davvero (...)Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero."
P. Giordano, La solitudine dei numeri primi

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Tuesday, August 17, 2010
Le chizze ebraiche
Da piccola ho sempre amato le chizze. La chizza è una tipica pietanza reggiana fatta di pasta sfoglia ripiena di formaggio e fritta.
Solo da grande ho saputo che questo piatto è di origine ebraica, ed è entrato nella tradizione culinaria locale grazie alla presenza, nei secoli passati, di una nutrita comunità ebraica.
Quante delle tradizioni che reputiamo nostre vengono da altre culture?
Ritengo che questo sia un tema importantissimo da trattare a scuola, che aiuta anche a valutare meglio il presente.
E allora perchè non iniziare dalla chizza per passare a scoprire i tanti luoghi legati alla comunità ebraica a Reggio. Una visita alle antiche vie del nucleo originario di insediamento (via Secchi). Poi al ghetto nella zona di Via dell'Aquila, chiamata così proprio per le aquile estensi poste sopra ai cancelli che aimè chiudevano il ghetto alla sera. La ritrovata e stupenda sinagoga, e il cimitero suburbano.
Per comprendere come questi luoghi venivano fruiti sarebbe utile far intraprendere ai ragazzi un'interessante ricerca attraverso il magnifico patrimonio fotografico della locale Biblioteca Panizzi, che ci riporta una Reggio inedita e poco nota.
Un viaggio nel passato, nel presente e nel futuro, che tocca tante discipline per comprendere come la nostra identità non sia unica e immutabile, ma frutto di continui cambiamenti e influenze di altre culture.
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Saturday, August 14, 2010
Simonetta Vespucci: l'incantatrice di Firenze?

Ell'era assisa sovra la verdura,
allegra, e ghirlandetta avea contesta
di quanti fior creassi mai natura,
de' quai tutta dipinta era sua vesta.
(Poliziano, Canti per la Giostra di Giuliano de' Medici, 1475)

Quando si affronta il rinascimento a scuola si parla naturalmente di Firenze medicea, di Lorenzo il Magnifico, di Angelo Poliziano, ma anche di Giuliano de' Medici e della sua prematura morte (a soli 25 anni) durante la congiura dei Pazzi.
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Ma per solleticare la curiosità degli studenti come non parlare della donna più amata e desiderata del Rinascimento: Simonetta Vespucci. Ritratta continuamente da Botticelli e inserita nelle sue opere più famose (come La nascita di Venere qui sopra), ed esaltata da numerosi componimenti poetici di Poliziano e Lorenzo il Magnifico, era la sposa di Marco Vespucci lontano parente di Amerigo Vespucci (primo scopritore dell'America).
Era considerata la donna più bella di Toscana e su di lei fiorono numerose leggende e dicerire. Quasi certo che fu l'amante di Giuliano de Medici, che nacque in Liguria a Portovenere, e forse la località prese il nome proprio da lei, la Venere Moderna.
Si diceva addirittura che la sua bellezza compiesse miracoli e guarigioni inattese.
Al mito del "La sans pareille" (come i contemporanei chiamavano Simonetta) contribuì sicuramente la sua morte prematura. Simonetta morì a 22 anni di tisi.
Si narra che Giuliano fece di tutto per salvarla dalla malattia, e addirittura la leggenda vuole che tentò di farla diventare un vampiro per darle vita eterna. Questa intrigante versione è ripresa anche Salman Rushdie nello stupendo libro L'incantatrice di Firenze , ed alcuni brani possono essere proposti anche in classe.
Guiliano morì due anni dopo, e Botticelli non si stancò mai di ritrarla anche dopo la sua morte (qui sotto l'inquietante ritratto postumo, forse fatto con la maschera mortuaria come modello). L'artista per onorarla espresse la volontà di essere sepolto ai suoi piedi dopo la sua morte.

Sicuramente la morte di Simonetta fu considerata da tutta Firenze come un triste presagio, l'inizio di una lenta decadenza che avrebbe avuto fine solo quando una nuova Simonetta fosse nata nella città.
Forse Firenze la sta ancora aspettando.....
Monday, August 09, 2010
Femmina accabadora

Tempo di vacanze e di mare...e non più di scuola.
Ma io ne approfitto per leggere, leggere e cercare qualche idea.
Tra i libri letti sono rimasta particolarmente coplita da "L'accabadora" di Michela Murgia. Un libro dal sapore di Sardegna, che in punta di piedi fa entrare il lettore nella vita dell'isola, nelle sue usanze e nelle sue tradzioni.
L'accabadora era nella Sardegna antica colei che dà la morte, cioè una donna incaricata di praticare l'eutanasia su anziani o infermi. E il libro narra la vita di una di queste supertiti del secolo scorso, toccando un tema attualissimo, che peraltro si presta anche all'uso scolastico (abbinato alla lettura di articoli di giornale).
In realtà il libro illustra anche molto altro: l'essenza di un'isola mai veramente cristianizzata che conserva le sue usanze pagane, risalenti all'antichità.
Così scopriamo i dolci tradizionali, i preparativi per i matrimonio, l'usanza del fillus de anima e tanto alto ancora.
Friday, July 09, 2010
Petrarca e lo schermo (dell' iPod)

Ho fatto un esperimento che farà storcere il naso ai filologi ma ha dato buoni "frutti didattici".
Non sapevo come motivare i miei studenti allo studio di Petrarca, un autore che sembra così lontano da loro.
Li ho così convinti a sperimentare a gruppo una riscrittura di qualche sonetto in chiave moderna. Gli unici vincoli erano quelli di mantenere le due quartine e le due terzine, possibilmente rimate, e i nuclei tematici inalterati.
Dopo un'iniziale diffidenza (c'è sempre...della serie "Lei Prof. è pazza!) i ragazzi hanno colto il senso dell'operazione e si sono divertiti utilizzando ironia e creatività.
Il sonetto "Solo et pensoso", in cui Petrarca si rifugia in luoghi naturali per pensare alle sofferenze d'amore e nascondersi dalla vista di altri uomini, è diventato una poesia che descrive la solitudine ricercata in luoghi impersonali come i centri commerciali, lo shopping e la tecnologia come sfogo ("altro schermo non trovo se non quello dell' iPod").
Mentre l'arcinoto sonetto 90 che ricorda la sfolgorante bellezza di Laura e la sua trasformazione, è diventato un sonetto in cui l'innamorato è sconcertato dalle improbabili trasformazioni della donna amata, forse dovute alla chirurgia estetica.
L'esercizio li ha costretti a leggere e comprendere i sonetti orgiginali, entrare nel meccanismo della poesia ( aprire il gioco e osservare gli ingranaggi) e usare la lingua per ottenere risultati espressivi convincenti.
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Tuesday, July 06, 2010
Chi mente di più?
La cosa che non è sempre chiara ai ragazzi è che la letteratura (e ogni altra arte, ...e qui si dovrebbe aprire un altro post) non è mai la realtà, è sempre rappresentazione, finzione, artificio.
Alla domanda chi è più artificioso : Manzoni o Verga? D'Annunzio o Saba?
La risposta di solito è Verga, con la rappresentazione fedele della realtà rurale, e Saba con il lessico colloquiale e semplice.
Io per spiazzarli faccio questa domanda.
Io mento di più se dico di avere trovato per strada una banconota da 50 euro o una somma ingente di denaro?
Io mento di più se dico di avere trovato i 50 euro, perchè la mia è una bugia più plausibile, è una bugia che inganna maggiormente l'interlocutore.
Questo avviene anche in letteratura Saba e Verga, non ci mentono meno di Manzoni e D'Annunzio. Anzi, dietro alle loro "bugie letterarie" c'è un lavoro maggiore, uno studio maggiore per arrivare o ad eclissarsi o ad una semplicità densa di significato.
Monday, July 05, 2010
Montale e le scale

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
E ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
Le coincidenze, le prenotazioni,
le trappole, gli scorni di chi crede
che la realtà sia quella che si vede.
Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
Non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
erano le tue.
Struggente questa poesia di Montale contenuta in Satura (il titolo deriva da satira, il nome dei genere che a sua volta deriva da satura lanx, un piatto ricco di pietanze diverse).
La poesia è dedicata alla moglie. Ma cosa sono queste scale: le avversità della vita, i piccoli ostacoli, le difficoltà. Certo il valore simbolico delle scale è chiaro, ma per fare capire il valore del correlativo oggettivo ai ragazzi occorre chiarire che le scale sono una prassi nella vita dei liguri.
Solo chi è stato in Liguria, nelle Cinque Terre può capire che le scale sono una realtà quotidiana, sono sì le grandi sfide della vita ma anche i gesti reali di una giornata. Questi territori arroccati vicino alle catene montuose sono stati strappati alla asprezza della montagna attraverso i terrazzamenti, e quindi da qui le scale e le salite.
Come il rovente muro d'orto anche le scale erano una consuetudine nella vita di Montale.
Ed è facile ora, per me e per i ragazzi, immaginare due anziani coniugi che si sorreggono l'un l'altro in un piccolo paesino ligure.
Wednesday, May 19, 2010
Definizione di fascismo
Sunday, February 22, 2009
100 anni del Futurismo!!!

Il Futurismo compie cent'anni .... che cosa è rimasto di questa avanguardia italiana? La forza reazionaria, lo spirito provocatorio, la smitizzazione dei linguaggi artistici.....tutti elementi indispensabili per comprendere la letteratura del secondo novecento. Ma come far capire ai ragazzi le peculiarità di questa avanguardia. Ecco allora una presentazione Power Point che illustra i vari ambiti in cui il Futrismo si è sviluppato: arte figurativa, scultura, letteratura, architettura, musica, pubblicità, cinema e gastronomia con file audio originali o poesie lette da grandi maestri. Purtroppo non riesco a caricare la presentazione, ma posto qualche materiale utilizzato per realizzarla.
TEATRO

PUBBLICITA'

MUSICA


ARCHITETTURA

MANIFESTO DEL FUTURISMO
Thursday, December 18, 2008
E prof, adesso in che epoca siamo??

Dopo una breve panoramica storico-letteraria dall'evo antico all'evo moderno.....i concetti di modernità, neoclassicismo, contemporaneità.... arriva la fatidica domanda: "E prof., noi adesso in che epoca siamo???".
Domanda sensata e giusta, che dimostra quanto i ragazzi abbiano bisogno di essere legati al presente, e la mia risposta?? Certamente la risposta giusta da dare ad un ragazzo di 18 anni: siamo nell'epoca della post-modernità che Baumann chiama dei valori liquidi, e altro....
Ma in realtà questo non è quello che avrei voluto dire, questo non è quello che penso. Avrei dovuto dire che non so in che epoca siamo, perchè la sto vivendo, come loro. Che forse questo periodo sarà ricordato come l'epoca del primo presidente nero, del disastro ecologico, della rete che avvicina le parti del mondo, della monocultura, della globalizzazione, della guerra democratica, della riscrittura, della riedizione, della perdita dell'ingenuità.... in ogni caso è questa l'epoca che dobbiamo vivere, e che vorrei insegnare loro le chiavi di lettura per sopravvivere in questa complessità.
Domanda sensata e giusta, che dimostra quanto i ragazzi abbiano bisogno di essere legati al presente, e la mia risposta?? Certamente la risposta giusta da dare ad un ragazzo di 18 anni: siamo nell'epoca della post-modernità che Baumann chiama dei valori liquidi, e altro....
Ma in realtà questo non è quello che avrei voluto dire, questo non è quello che penso. Avrei dovuto dire che non so in che epoca siamo, perchè la sto vivendo, come loro. Che forse questo periodo sarà ricordato come l'epoca del primo presidente nero, del disastro ecologico, della rete che avvicina le parti del mondo, della monocultura, della globalizzazione, della guerra democratica, della riscrittura, della riedizione, della perdita dell'ingenuità.... in ogni caso è questa l'epoca che dobbiamo vivere, e che vorrei insegnare loro le chiavi di lettura per sopravvivere in questa complessità.
Wednesday, December 17, 2008
Pascoli e il sesso

Mi accorgo sempre più che per riuscire a dare una lettura meno disincantata di Pascoli la lettura del "Gelsomino Notturno" sia quanto mai utile. Un poeta delle piccole cose, del fanciullino, del ritorno ai ritmi dei contadini, cosa può dire oggi a degli adolescenti?
Mi stupisco che in una cultura della sessualità esibita e mostrata, la lettura del "Gelsomino Notturno" sia ancora imbarazzante e suzzicante per i ragazzi. Il componimento è stato composto per le nozze di un amico di Pascoli e descrive con cenni e analogie con in mondo vegetale e animale l'atto sessuale.... ma che cosa "scandalizza" i ragazzi??? Su questa molla si può lavorare facendo capire loro che Pascoli non vive con naturalezza questo tema e la sua inquietudine e la sua morbosità passa evidentemente nella lirica e arriva fino a noi. Pascoli non è più il poeta- fanciullino, è il poeta che vorrebbe essere un fanciullino, ma è un adulto.
Wednesday, November 26, 2008
L'uomo e la natura nel Romanticismo, Illuminismo e non solo....

Come possiamo far comprendere ai ragazzi il "nuovo" rapporto che si crea tra gli uomini e la natura tra fine del '700 e '800?
Possiamo di affrontare la tematica in una visione diacronica che spazia tra le ideologie illuministiche e romantiche. La natura, infatti, è un tema centrale dell’epoca affrontata essa viene descritta come tempestosa, serena, macabra, sublime, spettrale, violenta e armoniosa.
Come input iniziale possiamo fare osservare ai ragazzi un dipinto di Friedrich, Wright of Derby o Turner (qui sopra Fridrich "Il viandante su un mare di nebbia") e chiedere le loro impressioni, sollecitando nei ragazzi la motivazione aiutandoli ad elicitare le conoscenze pregresse.
Poi si analizzeranno direttamente i testi in classe con la guida del docente e in seguito gli alunni lavoreranno autonomamente in piccoli gruppi. Le tipologie di testi sono di generi letterari differenti e gli autori esaminati sono J.J. Rousseau Macpherson, Giuseppe Parini, Ugo Foscolo, Giacomo Leopardi e Alessandro Manzoni. Attraverso questa analisi i ragazzi possono comprendere come il rapporto dei vari autori con la natura sia differente.
Credo che sia opportuno concludere presentando ai ragazzi la visione di alcune scene del film Into the wild che avrà lo scopo di attualizzare il tema e di dimostrare l’importanza del rapporto uomo e natura nella società di oggi. Nel film è infatti ben chiaro che il rapporto con la natura, anche in una società di massa come la nostra, è comunque una necessità dell'uomo, che rispecchiandosi nella natura trova se stesso.
Possiamo di affrontare la tematica in una visione diacronica che spazia tra le ideologie illuministiche e romantiche. La natura, infatti, è un tema centrale dell’epoca affrontata essa viene descritta come tempestosa, serena, macabra, sublime, spettrale, violenta e armoniosa.
Come input iniziale possiamo fare osservare ai ragazzi un dipinto di Friedrich, Wright of Derby o Turner (qui sopra Fridrich "Il viandante su un mare di nebbia") e chiedere le loro impressioni, sollecitando nei ragazzi la motivazione aiutandoli ad elicitare le conoscenze pregresse.
Poi si analizzeranno direttamente i testi in classe con la guida del docente e in seguito gli alunni lavoreranno autonomamente in piccoli gruppi. Le tipologie di testi sono di generi letterari differenti e gli autori esaminati sono J.J. Rousseau Macpherson, Giuseppe Parini, Ugo Foscolo, Giacomo Leopardi e Alessandro Manzoni. Attraverso questa analisi i ragazzi possono comprendere come il rapporto dei vari autori con la natura sia differente.
Credo che sia opportuno concludere presentando ai ragazzi la visione di alcune scene del film Into the wild che avrà lo scopo di attualizzare il tema e di dimostrare l’importanza del rapporto uomo e natura nella società di oggi. Nel film è infatti ben chiaro che il rapporto con la natura, anche in una società di massa come la nostra, è comunque una necessità dell'uomo, che rispecchiandosi nella natura trova se stesso.
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Uomo Natura: Romanticismo e Illuminismo
Monday, November 03, 2008
Il saggio breve: questo sconosciuto.....

Il saggio breve si configura come un testo argomentativo e espositivo e nel suo svolgimento utilizza citazioni e spunti tratti dai documenti proposti nel dossier..... facile da dire, ma da fare????
Il saggio breve è stato introdotto nella prima prova dell'esame di stato nel 1999, ma è del tutto estraneo alla pratica scolastica italiana.... anche oggi a quasi 10 anni dalla sua introduzione quando chiedo ai miei ragazzi se hanno mai fatto un saggio breve, mi guardano come se gli avessi appena rivelato un segreto della Madonna di Lourdes....
Spiego ai ragazzi, fino dalle prime lezioni, che i momenti di esercitazione su questa forma saranno moltissimi e gli ammollo subito un saggio da fare per casa... ma come carpire la loro attenzione, come farli approdare a questa forma tesuale senza grossi traumi???
Lavoro prima di tutto sull'argomento, cerco un tema che possa essere vicino alla loro vita, li possa interessare e stimolare. Penso di assegnare un saggio sulla teconologia e la società con un dossier costituito da 3 articoli di giornale abbastanza semplici:
1 Un articolo di Zygmunt Bauman (apparso su D di Repubblica) in cui si spiega che a differenza delle generazioni precedenti che soffrivano la carenza di informazioni, oggi noi ne possiamo ottenere tantissime, ma occorre selezionarle e analizzarle criticamente.
2 Un articolo di Alberoni (apparso sul Corriere della Sera) in cui si spiega che il divario tra le generazioni di oggi risiede proprio nell'utilizzo della tecnologia.
3 Un articolo apparso su Vanity Faire che parla dell'indebolimento della nostra memoria a causa dell'utilizzo della Rete.
E poi distribuisco una fotocopia in cui sono riportati semplici consigli per lo svolgimento (schema: introduzione, tesi,argomentazioni, conclusione; procedimento: lettura documenti, selezione informazioni, formulazione tesi, scaletta, svolgimento, scelta del titolo).
Il risultato è molto buono, i testi sono semplici e ma ben costruiti, c'è una rielaboazione personale e una lettura delle fonti approfondita. Spiego ai ragazzi che questo è solo un punto di partenza per arrivare a fare i complessi saggi della maturità... ma è una base molto buona dalla quale partire!!!
La scrittura deve diventare per i ragazzi una pratica quotidiana, non un evento eccezionale. Solo in questo modo entreranno in confidenza con il mezzo più potente che hanno in loro possesso: la lingua italiana!!!
Il saggio breve è stato introdotto nella prima prova dell'esame di stato nel 1999, ma è del tutto estraneo alla pratica scolastica italiana.... anche oggi a quasi 10 anni dalla sua introduzione quando chiedo ai miei ragazzi se hanno mai fatto un saggio breve, mi guardano come se gli avessi appena rivelato un segreto della Madonna di Lourdes....
Spiego ai ragazzi, fino dalle prime lezioni, che i momenti di esercitazione su questa forma saranno moltissimi e gli ammollo subito un saggio da fare per casa... ma come carpire la loro attenzione, come farli approdare a questa forma tesuale senza grossi traumi???
Lavoro prima di tutto sull'argomento, cerco un tema che possa essere vicino alla loro vita, li possa interessare e stimolare. Penso di assegnare un saggio sulla teconologia e la società con un dossier costituito da 3 articoli di giornale abbastanza semplici:
1 Un articolo di Zygmunt Bauman (apparso su D di Repubblica) in cui si spiega che a differenza delle generazioni precedenti che soffrivano la carenza di informazioni, oggi noi ne possiamo ottenere tantissime, ma occorre selezionarle e analizzarle criticamente.
2 Un articolo di Alberoni (apparso sul Corriere della Sera) in cui si spiega che il divario tra le generazioni di oggi risiede proprio nell'utilizzo della tecnologia.
3 Un articolo apparso su Vanity Faire che parla dell'indebolimento della nostra memoria a causa dell'utilizzo della Rete.
E poi distribuisco una fotocopia in cui sono riportati semplici consigli per lo svolgimento (schema: introduzione, tesi,argomentazioni, conclusione; procedimento: lettura documenti, selezione informazioni, formulazione tesi, scaletta, svolgimento, scelta del titolo).
Il risultato è molto buono, i testi sono semplici e ma ben costruiti, c'è una rielaboazione personale e una lettura delle fonti approfondita. Spiego ai ragazzi che questo è solo un punto di partenza per arrivare a fare i complessi saggi della maturità... ma è una base molto buona dalla quale partire!!!
La scrittura deve diventare per i ragazzi una pratica quotidiana, non un evento eccezionale. Solo in questo modo entreranno in confidenza con il mezzo più potente che hanno in loro possesso: la lingua italiana!!!
Sunday, October 26, 2008
Verga e Saviano: la questione meridionale


Ho appena introdotto i ragazzi al verismo italiano e alla comprensione dell'opera di Giovanni Verga e leggo insieme a loro la novella Rosso Malpelo. La novella è sfruttatissima, sì lo so, ma credo che conservi ancora una forza notevole e non mi sento di fare una scelta alternativa. Con il mio aiuto i ragazzi notano la scrittura impersonale, il soggetto innovativo e la tematica del lavoro. Al termine dell'analisi faccio riflettere i ragazzi sulla cosidetta "questione meridionale", il divario che dopo l'unità d'Italia stava diventando sempre più visibile tra nord e sud.
Leggo allora un breve passo ai ragazzi invitandoli ad indovinare di che autore si tratti. Solo io so che sto leggendo un brano dal primo capitolo di Gomorra di Roberto Saviano: la descrzione dello scarico merci del porto di Napoli. I ragazzi fanno varie ipotesi: Verga, un autore del Verismo o del Naturalismo francese. E' grande lo stupore quando rivelo che si tratta di Gomorra.
Per approfondire questo parallelismo distribuisco in fotocopia un brano tratto dal secondo capitolo, in cui si descrive la storia del sarto Pasquale, lavoratore in nero dell'alta moda "made in Italy", che scopre di aver confezionato il vestito indossato da Angelina Jolie alla notte degli Oscar.
I temi su cui riflettere diventano quindi molteplici: l'arretratezza del sud e le sue radici storiche, la globalizzazione della malavita, il tema del lavoro e del riscatto sociale che non avviene. Focalizzo l'attenzione sulla letteratura di "denuncia" che accomuna Verga e Saviano, la letteratura non è più solo intrattenimento ma impegno sociale. Parlo brevemente della eticità della letteratura ( e anche del mestiere dell'insgnante...) e li lascio con una domanda: la letteratura può cambiare la società?
Leggo allora un breve passo ai ragazzi invitandoli ad indovinare di che autore si tratti. Solo io so che sto leggendo un brano dal primo capitolo di Gomorra di Roberto Saviano: la descrzione dello scarico merci del porto di Napoli. I ragazzi fanno varie ipotesi: Verga, un autore del Verismo o del Naturalismo francese. E' grande lo stupore quando rivelo che si tratta di Gomorra.
Per approfondire questo parallelismo distribuisco in fotocopia un brano tratto dal secondo capitolo, in cui si descrive la storia del sarto Pasquale, lavoratore in nero dell'alta moda "made in Italy", che scopre di aver confezionato il vestito indossato da Angelina Jolie alla notte degli Oscar.
I temi su cui riflettere diventano quindi molteplici: l'arretratezza del sud e le sue radici storiche, la globalizzazione della malavita, il tema del lavoro e del riscatto sociale che non avviene. Focalizzo l'attenzione sulla letteratura di "denuncia" che accomuna Verga e Saviano, la letteratura non è più solo intrattenimento ma impegno sociale. Parlo brevemente della eticità della letteratura ( e anche del mestiere dell'insgnante...) e li lascio con una domanda: la letteratura può cambiare la società?
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Monday, October 20, 2008
Madame Bovary: storia di un processo

Come iniziare le lezioni in quinta di un istituto tecnico... questa è la domanda di oggi.... la risposta che ho dato io la pubblico qui di seguito.
Oggi leggiamo un testo significativo per il percorso che dobbiamo offrontare di letteratura italiana: Madame Bovary di Gustave Flaubert. Il testo edito nel 1857 suscita fin da subito molto scandalo: l'autore e l'editore vengono processati con l'accusa di offendere "la morale pubblica e la religione, insidiando con un esempio sciagurato le deboli giovinette, le deboli donne e le madri". Ma perchè il testo viene giudicato così offensivo... ora proviamo a leggere il passo proposto (le fantasticherie di Emma) e cerchiamo di rintracciare le cause di tale scandalo.
I ragazzi, sospinti dalla curiosità dell'incipit, andranno a rintracciare le cause dello scandalo, indentificando sostanzialmente le caratteristiche innovative dell'opera di Flaubert. La storia incentrata sull'adulterio, la critica al mondo borghese, la critica sostanziale al romanticismo e soprattutto lo stile impersonale di Flaubert, che espone ma non giudica le vicende della peccatrice. E su questa sospensione di giudizio si può lavorare in classe sul concetto di opera d'arte che "rompe l'orizzonte d'attesa" del pubblico del suo tempo (Jauss) precedendo le tendenze che si affermetranno in seguito naturalismo francese e verismo italiano.
Oggi leggiamo un testo significativo per il percorso che dobbiamo offrontare di letteratura italiana: Madame Bovary di Gustave Flaubert. Il testo edito nel 1857 suscita fin da subito molto scandalo: l'autore e l'editore vengono processati con l'accusa di offendere "la morale pubblica e la religione, insidiando con un esempio sciagurato le deboli giovinette, le deboli donne e le madri". Ma perchè il testo viene giudicato così offensivo... ora proviamo a leggere il passo proposto (le fantasticherie di Emma) e cerchiamo di rintracciare le cause di tale scandalo.
I ragazzi, sospinti dalla curiosità dell'incipit, andranno a rintracciare le cause dello scandalo, indentificando sostanzialmente le caratteristiche innovative dell'opera di Flaubert. La storia incentrata sull'adulterio, la critica al mondo borghese, la critica sostanziale al romanticismo e soprattutto lo stile impersonale di Flaubert, che espone ma non giudica le vicende della peccatrice. E su questa sospensione di giudizio si può lavorare in classe sul concetto di opera d'arte che "rompe l'orizzonte d'attesa" del pubblico del suo tempo (Jauss) precedendo le tendenze che si affermetranno in seguito naturalismo francese e verismo italiano.
Thursday, October 11, 2007

Carlo Bononi (1569 – 1632). Le opere e la fortuna critica.
Tesi in Storia della Critica d’arte di Pamela Scolari discussa presso l’Università di Bologna nel marzo 2006.
Lo studio si è posto come obbiettivo di approfondire la figura del pittore ferrarese Carlo Bononi, autore di grande rilevanza regionale, che è stato ingiustamente dimenticato dalla critica negli ultimi anni.
Il corpus della tesi si fonda sull’approfondimento e lo studio delle fonti critiche e dei documenti storici che, opportunamente vagliati e catalogati, hanno permesso di ricostruire il complesso percorso artistico dell’autore, che si è sviluppato oltre che nella realtà locale ferrarese, anche nell’ambito emiliano. Si è ottenuto in questo modo un esaustivo Regesto Biografico arricchito da documenti di archivio inediti che gettano basi certe sul quale fondare lo studio della vita di Bononi.
La tesi comprende inoltre il completo catalogo delle opere conosciute dell’autore, costituito da cento dipinti, debitamente commentate e datate secondo l’evoluzione dello stile del pittore. Inoltre si è provveduto ad inserire un catalogo di opere smarrite ricavato dalle fonti critiche e dalle guide delle città. In questo modo si è ottenuta una panoramica completa della parabola artistica di Carlo Bononi e si sono chiariti i legami e i crediti con i grandi pittori veneti, emiliani e romani.
L’autrice, consapevole che la tesi da lei redatta è l’inizio di un lungo lavoro di ricerca sull’autore, attualmente sta concentrando la propria attenzione sulla possibile influenza degli autori veneti sull’opera di Carlo Bononi.
In elaborazione un articolo sulle connessioni iconografiche tra l'opera bononiana e l'Iconologia di Cesare Ripa, in uscita gennaio 2008.
Per informazioni:
Pamela Scolari
pams@libero.it
Tesi in Storia della Critica d’arte di Pamela Scolari discussa presso l’Università di Bologna nel marzo 2006.
Lo studio si è posto come obbiettivo di approfondire la figura del pittore ferrarese Carlo Bononi, autore di grande rilevanza regionale, che è stato ingiustamente dimenticato dalla critica negli ultimi anni.
Il corpus della tesi si fonda sull’approfondimento e lo studio delle fonti critiche e dei documenti storici che, opportunamente vagliati e catalogati, hanno permesso di ricostruire il complesso percorso artistico dell’autore, che si è sviluppato oltre che nella realtà locale ferrarese, anche nell’ambito emiliano. Si è ottenuto in questo modo un esaustivo Regesto Biografico arricchito da documenti di archivio inediti che gettano basi certe sul quale fondare lo studio della vita di Bononi.
La tesi comprende inoltre il completo catalogo delle opere conosciute dell’autore, costituito da cento dipinti, debitamente commentate e datate secondo l’evoluzione dello stile del pittore. Inoltre si è provveduto ad inserire un catalogo di opere smarrite ricavato dalle fonti critiche e dalle guide delle città. In questo modo si è ottenuta una panoramica completa della parabola artistica di Carlo Bononi e si sono chiariti i legami e i crediti con i grandi pittori veneti, emiliani e romani.
L’autrice, consapevole che la tesi da lei redatta è l’inizio di un lungo lavoro di ricerca sull’autore, attualmente sta concentrando la propria attenzione sulla possibile influenza degli autori veneti sull’opera di Carlo Bononi.
In elaborazione un articolo sulle connessioni iconografiche tra l'opera bononiana e l'Iconologia di Cesare Ripa, in uscita gennaio 2008.
Per informazioni:
Pamela Scolari
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